Informazioni e consigli per visitare l'Africa spendendo poco

La Libia e il deserto del Sahara

Tripoli è una delle porte dell’Africa. Nei suoi dintorni, da non perdere, Leptis Magna, il sito romano più imponente del Mediterraneo. Riemersa tra le dune del deserto e il mare, dopo oltre mille anni di dimenticanza, offre al visitatore bianche architetture imponenti, che riportano indietro nel tempo.

Partite da qui per un viaggio attraverso il Sahara, alla scoperta di una natura dal fascino insuperabile e di monumenti inaspettati.

Incontrerete Sabratha, gioiello di archeologia fenicia e poi romana: saloni rivestiti di marmi e mosaici, le terme grandiose e il monumentale teatro, con un auditorium che fu il più grande di tutta l’Africa.

Imperdibile l’oasi di Ghadames, con Ghadames vecchia patrimonio dell’Unesco: un labirinto di vicoli coperti, a pianta circolare, dove la luce filtra dall’alto e arriva dalle piazzette aperte. I suoi edifici costruiti con mattoni di fango imbiancati a calce e colorati di giallo, verde e rosso.

Arrivate al Sahara lungo la valle del Wadi El Algial, grande fiume fossile che prendeva origine ad ovest dai rilievi tassiliani e scorreva in direzione est sino a sfociare in un grande mare interno cui oggi corrispondono i catini di un centinaio di oasi.

La regione di Awiss, propaggine settentrionale del massiccio montuoso dell’Acacus, vi offre un mondo minerale che cambia ad ogni passo: si attraversano labirinti di arenarie frastagliate, si scende nel caos idrografico dei differenti Wadi della regione del Tadrart. I fiumi che ancora scorrevano nel quaternaio hanno eroso alla base le pareti rocciose, creando cavità che furono le abitazioni dai pastori del periodo neolitico. Decorate con pitture e graffiti.

Il paesaggio è scuro e arido, una pietraia di sassi spigolosi neri e lucenti a causa della “patina del deserto“, processo chimico-fisico che, a causa dell’escursione termica, fa affiorare i minerali contenuti all’interno della roccia, poi cotti dal sole e smerigliati dal vento e dalla sabbia.

Altrettanto emozionante, il deserto si fa poi giallo-oro, attraverso un mare di dune sabbiose si arriva al lago Umm al Ma, il più bello tra i laghi della Ramla, stretto e lungo al punto da sembrare un fiume, nella sua ricca vegetazione accoglie uccelli, fennec, gatti selvatici e tanti altri animali.